Guida completa al ginocchio: anatomia, patologie, test clinici, riabilitazione
Una guida pratica e approfondita per fisioterapisti, studenti e professionisti del settore
Cos’è il ginocchio e perché è così importante
Il ginocchio è una delle articolazioni più sollecitate del nostro corpo: ogni passo, salto o movimento quotidiano coinvolge questo snodo complesso.
A differenza della spalla, progettata per la mobilità, il ginocchio è pensato per stabilità e supporto, ma è comunque soggetto a movimenti combinati, torsioni, carichi importanti e stress ripetuti.
Proprio per questo è spesso protagonista di dolore, infiammazioni, instabilità o lesioni traumatiche.
In questo articolo analizzeremo in modo completo e pratico:
👉 La fibula (perone), pur non partecipando direttamente all’articolazione femoro-tibiale, è sede d’inserzione per legamenti e muscoli importanti (come il bicipite femorale e il legamento collaterale laterale).
Anatomia del ginocchio
Una struttura robusta, ma delicata: tra stabilità e movimento
Il ginocchio è un’articolazione chiave per la deambulazione e la gestione del carico corporeo. È progettato per muoversi in flessione ed estensione, ma anche per resistere a rotazioni, forze trasversali e pressioni costanti.
La sua architettura è basata su un equilibrio tra:
- componenti ossei che garantiscono l’impalcatura
- legamenti e menischi che offrono stabilità e assorbimento
- muscoli che controllano e guidano il movimento
- borse sierose e strutture accessorie che riducono l’attrito
Una disfunzione anche minima in uno di questi elementi può causare dolore, cedimenti o infiammazioni croniche.
Le ossa del ginocchio
Il ginocchio è formato dall’unione di tre ossa:
- Femore: la sua parte distale presenta i due condili femorali (mediale e laterale), che si articolano con la tibia.
- Tibia: la parte prossimale forma i piatti tibiali su cui poggiano i condili femorali.
- Rotula (patella): osso sesamoide incluso nel tendine del quadricipite femorale, migliora l’efficacia del meccanismo estensore.
👉 La fibula (perone), pur non partecipando direttamente all’articolazione femoro-tibiale, è sede d’inserzione per legamenti e muscoli importanti (come il bicipite femorale e il legamento collaterale laterale).
Il ginocchio è composto da due articolazioni principali:
- Articolazione femoro-tibiale È l’articolazione principale, tra i condili femorali e i piatti tibiali. Permette il movimento di flessione/estensione e, in misura minore, di rotazione.
- Articolazione femoro-rotulea Un’articolazione di scorrimento tra la faccia posteriore della rotula e la troclea femorale. È fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato estensore.
I legamenti del ginocchio
Strutture fondamentali per la stabilità passiva
Il ginocchio è stabilizzato da 4 legamenti principali:
- Legamento crociato anteriore (LCA)
Previene lo scivolamento anteriore della tibia sul femore. Lesione tipica nei traumi sportivi (pivot, stop-and-go). - Legamento crociato posteriore (LCP)
Controlla lo scivolamento posteriore della tibia. Più raro da lesionare, spesso coinvolto in traumi ad alta energia. - Legamento collaterale mediale (LCM)
Stabilizza il compartimento mediale. È il legamento collaterale più frequentemente lesionato. - Legamento collaterale laterale (LCL)
Stabilizza il compartimento laterale. Meno frequentemente coinvolto in traumi isolati.
🎯 A questi si aggiungono strutture capsulo-legamentose secondarie, come il legamento popliteo obliquo e arcuato, e il tratto ileotibiale.
I menischi
Due cuscinetti fondamentali per assorbire carichi e guidare il movimento
- Menisco mediale: meno mobile, più frequentemente lesionato. È collegato al legamento collaterale mediale.
- Menisco laterale: più mobile, meno soggetto a lesioni. Parzialmente associato al tendine del muscolo popliteo.
✅ I menischi aumentano la congruenza articolare, distribuiscono i carichi e partecipano alla stabilità del ginocchio.
Le borse del ginocchio
Piccole strutture, grande importanza
Le borse sono sacche sierose che riducono l’attrito tra tessuti molli e strutture ossee durante il movimento. Le principali sono:
- Borsa prerotulea
- Borsa sottorotulea (superficiale e profonda)
- Borsa della zampa d’oca (medialmente, sotto il piatto tibiale)
- Borsa del gastrocnemio (nella fossa poplitea)
Le borse possono infiammarsi causando borsite, spesso associata a sovraccarico, contusioni o postura prolungata in ginocchio.
I muscoli principali
Movimento e stabilizzazione attiva
Il controllo motorio del ginocchio è garantito da due grandi gruppi muscolari:
- Quadricipite femorale
Composto da quattro ventri muscolari, è il principale estensore del ginocchio. Il tendine quadricipitale si continua nel tendine rotuleo, che si inserisce sulla tuberosità tibiale. - Ischiocrurali (hamstrings)
Bicipite femorale, semitendinoso e semimembranoso. Sono i principali flessori del ginocchio. Partecipano alla stabilità dinamica, soprattutto in rotazione e nella decelerazione.
👉 Zampa d’oca: inserzione tendinea di sartorio, gracile e semitendinoso sulla faccia mediale della tibia. Coinvolta in instabilità e sovraccarichi del compartimento interno.
Biomeccanica e movimenti del ginocchio
Il ginocchio esegue principalmente:
- Flessione ed estensione (fino a 135° in flessione attiva)
- Rotazione interna ed esterna (solo a ginocchio flesso)
- Movimenti di traslazione minimi, controllati da crociati e menischi
🧠 Un aspetto biomeccanico fondamentale è il meccanismo a vite: negli ultimi 20° di estensione, la tibia ruota esternamente rispetto al femore (in carico) per bloccare l’articolazione. Questo meccanismo garantisce stabilità durante la stazione eretta.
In sintesi
Il ginocchio è una struttura affascinante, in equilibrio costante tra forza e vulnerabilità. Conoscerne in dettaglio anatomia e biomeccanica è il primo passo per comprendere come insorgono lesioni, dolori e instabilità.
Nella prossima sezione affronteremo le principali patologie del ginocchio, dalla lesione del LCA all’artrosi, passando per i problemi meniscali e i quadri infiammatori più comuni.
Patologie del ginocchio
Le principali cause di dolore, gonfiore e instabilità
Il ginocchio, per la sua anatomia e per il carico che sostiene, è frequentemente soggetto a patologie muscolo-scheletriche che possono compromettere mobilità, stabilità e funzionalità. Queste condizioni colpiscono sia soggetti giovani attivi (spesso per traumi sportivi), sia persone in età più avanzata (per degenerazione o sovraccarico).
- Lesione del legamento crociato anteriore (LCA) Trauma tipico degli sport pivot (calcio, sci, basket). Spesso avviene in assenza di contatto, durante una rotazione improvvisa con piede fisso. Sintomi: sensazione di “crack”, instabilità, gonfiore acuto entro poche ore. Test clinico: Lachman test, Pivot shift, cassetto anteriore.
- Lesione del legamento crociato posteriore (LCP) Più raro, spesso causato da un trauma diretto anteriore sulla tibia (es. cruscotto auto). Test clinico: cassetto posteriore, test del quadriceps active.
- Lesioni dei legamenti collaterali (mediale e laterale) Il LCM si lesiona più frequentemente per stress in valgo (colpo laterale). Il LCL per trauma in varo (colpo mediale), spesso associato ad altre lesioni. Test clinico: valgo e varo test a 0° e 30°.
Lesioni meniscali
Il menisco mediale è più soggetto a lesione per la sua minore mobilità e collegamento al LCM.
Tipiche nei movimenti di torsione sotto carico, soprattutto negli sportivi.
Sintomi: dolore localizzato, blocco articolare, scrosci, idrartro ricorrente.
Test clinico:
- McMurray
- Apley compression test
- Joint line tenderness (dolorabilità alla palpazione della rima articolare)
Instabilità rotulea e sindrome femoro-rotulea
Disturbi dell’allineamento e della stabilità rotulea possono causare:
- lussazione rotulea (traumatica o congenita)
- sindrome femoro-rotulea (dolore anteriore, sovraccarico)
Sintomi: dolore durante la salita/discesa delle scale, crepitii, sensazione di “fuori asse”.
Test clinico:
- Clarke’s test (compressione rotulea)
- Apprehension test rotuleo
Artrosi del ginocchio (gonartrosi)
Patologia degenerativa che colpisce progressivamente la cartilagine articolare, spesso associata a:
- età avanzata
- sovrappeso
- alterazioni dell’asse (varo o valgo)
Sintomi: rigidità, dolore meccanico, gonfiore, crepitii, limitazione funzionale.
Esame clinico: dolore alla mobilizzazione passiva, crepitio, limitazione ROM.
Esercizi consigliati: attività in scarico (bicicletta, piscina), esercizi propriocettivi e di rinforzo in catena cinetica chiusa.
Altre condizioni comuni
- Borsite della zampa d’oca: infiammazione della borsa tra tibia e tendini sartorio, gracile, semitendinoso.
- Tendinite rotulea (“ginocchio del saltatore”): infiammazione del tendine rotuleo, tipica degli sport esplosivi.
- Sindrome della bandelletta ileotibiale: dolore laterale al ginocchio, spesso nei runner.
Test clinici per il ginocchio
I test clinici del ginocchio sono strumenti essenziali per l’esame obiettivo fisioterapico. Consentono di individuare lesioni legamentose, meniscali o femoro-rotulee, offrendo indicazioni importanti già nella fase di valutazione iniziale. Li suddividiamo in tre grandi categorie:
- Test per i legamenti
- Test per i menischi
- Test per la rotula e il dolore anteriore di ginocchio
Test per i legamenti del ginocchio
Lachman Test
Valuta: integrità del Legamento Crociato Anteriore (LCA)
Come si esegue:
- Paziente supino, ginocchio flesso a circa 20–30°
- Il fisioterapista stabilizza il femore con una mano, e con l’altra afferra la tibia appena sotto l’articolazione
- Si applica una trazione in avanti
- Positivo se: la tibia trasla in avanti in modo eccessivo e senza fine corsa netta. È il test più sensibile per il LCA.
Cassetto anteriore
Valuta: LCA
Come si esegue:
- Paziente supino, ginocchio a 90°, piede bloccato
- Mani sulle estremità tibiali, si tira in avanti
- Positivo se: la tibia avanza più del normale. Meno sensibile del Lachman, ma utile nei soggetti muscolosi o in fase cronica.
Pivot Shift Test
Valuta: instabilità rotatoria da LCA
Come si esegue:
- Paziente supino, gamba in estensione
- Il clinico induce una rotazione interna della tibia e applica una forza in valgo mentre flette il ginocchio
- Positivo se: la tibia scivola improvvisamente indietro a circa 30–40° di flessione (“clunk” percepibile). Indica una rottura del LCA con instabilità dinamica.
Valuta: Legamento Crociato Posteriore (LCP)
Come si esegue:
- Paziente con ginocchio a 90°, piede appoggiato
- Si spinge la tibia posteriormente
Test in valgo e varo (a 0° e 30°)
Valuta:
- A 30°: collaterali (mediale/laterale)
- A 0°: instabilità più grave o combinata
Come si esegue:
- Si applica una forza in valgo (verso l’interno) o in varo (verso l’esterno) sul ginocchio
Positivo se: apertura mediale (LCM) o laterale (LCL) aumentata rispetto al lato sano.
Test per i menischi
McMurray Test
Valuta: menisco mediale o laterale
Come si esegue:
- Paziente supino, il clinico flette completamente il ginocchio
- Si ruota la tibia medialmente e lateralmente mentre si estende il ginocchio
- Positivo se: scroscio o dolore lungo la linea articolare → suggerisce lesione meniscale (mediale se rotazione esterna, laterale se interna).
Apley Compression Test
Valuta: menischi
Come si esegue:
- Paziente prono, ginocchio flesso a 90°
- Il fisioterapista comprime verticalmente il tallone sul ginocchio e ruota
- Paziente prono, ginocchio flesso a 90°
Positivo se: dolore articolare profondo → probabile lesione meniscale.
👉 Se il dolore compare durante distrazione + rotazione, può indicare lesione capsulo-legamentosa.
Joint Line Tenderness (palpazione della rima articolare)
Valuta: sensibilità lungo la rima articolare
Come si esegue:
- Si palpa la linea articolare mediale e laterale con ginocchio flesso a 90°
Positivo se: dolore alla palpazione → utile come test di screening iniziale.
Test per la rotula e sindromi femoro-rotulee
Clarke’s Test (o “grinding test”)
Valuta: sindrome femoro-rotulea o condropatia
Come si esegue:
- Paziente supino, quadricipite rilassato
- Il terapista spinge delicatamente la rotula in direzione caudale e chiede una contrazione del quadricipite
Positivo se: compare dolore retropatellare durante la contrazione.
Apprehension test rotuleo
Valuta: instabilità laterale della rotula
Come si esegue:
- Paziente supino, ginocchio in leggera flessione
- Il clinico spinge la rotula lateralmente
Positivo se: il paziente mostra apprensione o tenta di fermare il movimento.
Riabilitazione del ginocchio
Dalla fase acuta alla ripresa funzionale
La riabilitazione del ginocchio varia a seconda del tipo di patologia, della presenza o meno di intervento chirurgico e degli obiettivi funzionali del paziente (sport, lavoro, vita quotidiana).
In caso di intervento (es. ricostruzione LCA, meniscectomia, protesi), il programma fisioterapico segue le fasi biologiche di guarigione.
Nei casi conservativi, si lavora su controllo del dolore, recupero della mobilità e rinforzo muscolare progressivo.
📍 Linee guida generali per la riabilitazione
Fase acuta (0–7 giorni)
Obiettivo: ridurre infiammazione e dolore, proteggere i tessuti lesi.
- Crioterapia localizzata e tecniche antalgiche
- Mobilizzazioni passive leggere (senza dolore)
- Attivazioni isometriche del quadricipite
- Uso di bastoni o tutori se necessario
Fase sub-acuta (7–21 giorni)
Obiettivo: recupero articolare e attivazione neuromuscolare
- Mobilizzazione attiva-assistita
- Esercizi in catena cinetica chiusa (es. squat parziali, step-up bassi)
- Rinforzo selettivo del quadricipite e degli ischiocrurali
- Inizio del lavoro propriocettivo leggero
Fase avanzata (dalla 3ª settimana in poi)
Obiettivo: recupero funzionale, ritorno allo sport o all’attività
- Esercizi di equilibrio su superfici instabili
- Rinforzo in catena aperta controllata
- Esercizi dinamici sport-specifici (corsetta, salto, frenata)
- Training gestuale lavorativo, se necessario
👉 Il protocollo va sempre adattato alla tolleranza del paziente e alla risposta del ginocchio al carico.
Domande frequenti
Quali test clinici valutano i legamenti del ginocchio?
I principali sono il Lachman test, il cassetto anteriore/posteriore e il Pivot shift. Sono fondamentali per individuare lesioni del LCA o LCP.
Come capire se ho una lesione al menisco?
Segnali frequenti sono dolore localizzato, blocchi articolari e scrosci. I test più indicati sono McMurray e Apley.
Quali esercizi sono utili per un ginocchio instabile?
Rinforzo del quadricipite in catena chiusa, propriocettiva su superfici instabili e controllo del carico progressivo sono fondamentali.
Conclusioni
Il ginocchio è un’articolazione chiave per la locomozione e il supporto del peso corporeo. Per questo è spesso soggetto a traumi, sovraccarichi e degenerazioni.
Una corretta valutazione clinica, l’uso mirato dei test diagnostici e un approccio riabilitativo individualizzato sono fondamentali per ripristinare la funzionalità, prevenire recidive e migliorare la qualità della vita.
Che si tratti di una lesione sportiva, di un’artrosi o di un ginocchio instabile, la chiarezza nella diagnosi e la precisione nella gestione clinica fanno la differenza.






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